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La storia dell’industria di cappelli nel biellese

Le prime testimonianze

Non è facile stabilire quando e perchè sia nata l’arte del cappello in Valle Cervo ed in particolare nella Valle d’Andorno. Di sicuro, come per la maggior parte delle attività produttive legate alla tradizione popolare di un luogo, all’inizio si trattava di attività legate alla sopravvivenza e alle necessità familiari.

I primi documenti ufficiali che testimoniano la produzione di cappelli in “pelo di coniglio” risalgono all’epoca napoleonica; ma è durante l’Ottocento, in piena rivoluzione industriale, che si sviluppa la produzione di cappelli.
I fattori sono principalmente gli stessi che fanno nascere l’industria dei tessuti, che avrà uno sviluppo formidabile in tutto il territorio Biellese e Valsesiano: reperibilità della materia prima, un certo spirito di intraprendenza legato ad attività tradizionali e l’acqua, “motore” fondamentale per la nascita industriale del Biellese.
Acqua che è fonte di energia e materia essenziale per la tintura della lana e nel nostro caso del pelo di coniglio e di lepre: acqua purissima, senza calcare, perfetta per il tessile in generale.

La dislocazione geografica

L’arte del cappello si sviluppa in tre paesi, che oggi corrispondono ai comuni di Sagliano MiccaAndorno Cacciorna e Tavigliano. Sarà a Sagliano che sorgeranno i Cappellifici più importanti e i marchi più rinomati.

Il cappellificio -e di conseguenza il marchio più importante- è stato certamente Barbisio, con sede a Sagliano Micca: fondato nell’Ottocento, ha terminato la sua attività nei primi anni ’80, ma ha avuto momenti di grande splendore con negozi in tutta Italia, clienti nel mondo e addiritttura unità produttive nelle Americhe. Una storia affascinante che ha avuto il suo massimo splendore fino agli anni ’60, momento in cui il cappello di feltro ha iniziato il proprio declino. Era arrivata l’epoca delle auto, il costume stava cambiando e il cappello cade praticamente in disuso.

Da citare il Cappellificio Cervo, fondato come cooperativa alla fine dell’Ottocento a Sagliano, e oggi ultima realtà storica ancora viva. Cervo è attualmente titolare del marchio Barbisio, oltre ai propri marchi storici come Bantam (marchio legato al cappello alpino).

CB1935

Nel 1935, ad Andorno Micca, nasce anche il marchio “Cappellificio Biellese” che già all’epoca ebbe la lungimiranza di dedicare ampio spazio alla promozione commerciale ed alla pubblicità che, grazie ad approfondite ricerche d’archivio, stiamo facendo riemergere pezzo per pezzo, lasciandoci ispirare per un futuro che sappia mescolare al meglio tradizioni e modernità.

Oltre a quelli principali, negli anni si sono sviluppati una vera e propria miriade di cappellifici e berrettifici. Ne citiamo alcuni: Meliga, Bussetti, John Valz, Valz, Piemontese, Ferraro.

Il destino è stato comune a molte di queste realtà: il già citato cambio di costumi dovuti all’uso dell’auto, la concorrenza di aree industriali come Monza e l’alessandrino e poche risorse da dedicare all’innovazione produttiva e commerciale, hanno fatto si che la maggior parte di esse scomparissero, lasciando dietro di sè poche e indistinte tracce del loro passato.

Il nostro obiettivo è invece quello far rivivere e dare impulso al brand “Cappellificio Biellese 1935”, riprendendo le sue tracce e disegnando un futuro che sia in grado di accettare le sfide della società odierna, senza mai dimenticare le proprie radici.

2018-10-18T09:53:23+00:00October 18th, 2018|